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martedì 19 luglio 2016


Mosè Sorbo è un cittadino italiano. Vive a Cerignola. Un paese pugliese che conta 5 inceneritori..

Miniguida video ai fondi europei diretti



sabato 16 luglio 2016

#ManfredoniaPulita: incendio 15 luglio 2016 ai comparti.




martedì 12 luglio 2016

[evento] Giu le mani dal nostro Mare 2016 - tappe pugliesi -

 Copyright foto Luigi Starace


M5S, ARRIVA IN PUGLIA IL TOUR “GIU’ LE MANI DAL NOSTRO MARE”: “SEI TAPPE PER RIBADIRE IL NOSTRO NO ALLE TRIVELLE”
14 luglio Manfredonia

Questa mattina in conferenza stampa i consiglieri regionali M5S Antonio Trevisi, Rosa Barone, Gianluca Bozzettiinsieme al consigliere M5S del Comune di Bari Sabino Mangano e ad uno degli organizzatori del tour, Francesco Quarto, hanno presentato le sei tappe pugliesi del Tour nazionale “Giù le mani dal nostro mare” che torna per il M5S organizza per il quarto anno consecutivo confermando il proprio impegno a tutela del mare.

“Noi del Movimento 5 Stelle dichiarano portavoce ed attivisti del Movimento 5 Stelle Puglia - difendiamo il nostro mare dalle trivelle da 4 anni e continuiamo a difenderlo ancora oggi. Un tour che l’hanno scorso ha coinvolto 4 regioni e quest’anno arriva a coinvolgerne 10 ovvero quasi la totalità delle regioni italiane che si affacciano sul mare. E’ un tour che assume un significato ancora più rilevante quest’anno in Puglia, dopo il palcoscenico politico allestito da Emiliano che oggi, terminato il referendum, sembra essersi dimenticato di questa problematica. Proprio i numeri dell’ultimo referendum dimostrano come informare i cittadini sia fondamentale, nelle regioni dove era arrivato il nostro tour infatti, l’affluenza è arrivata quasi a toccare il quorum; crediamo che sarebbe necessario attivare campagne di informazione anche sul referendum costituzionale di ottobre sul quale invece Emiliano, a differenza di quanto accaduto in passato,“stranamente” tarda a prendere posizione.

Ricco il programma delle 6 tappe pugliesi tra incontri in spiaggia e convegni in piazza, nel corso delle quali sarà presentato ai cittadini il piano energetico nazionale del M5S, verranno affrontate problematiche ambientali nazionali e locali come ad esempio quelle relative agli sversamenti di liquami non trattati nel mare. Saranno inoltre previsti 2 eventi serali, a Noicattaro e Ginosa nel corso dei quali i neosindaci M5S, Raimondo Innamorato  e Vito Parisi presenteranno alla stampa la propria squadra di governo.

Queste le tappe pugliesi:

Giovedì 14/7 Manfredonia
Venerdì 15/7 Bisceglie
Sabato 16/7 Lecce
Domenica 17/7 Ginosa
Mercoledì 20/7 Bari/Noicattaro
Giovedì 21/7 Ostuni

EVENTO FB UFFICIALE: https://goo.gl/nEI3Ow
VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA: http://www.ustream.tv/recorded/89497733

lunedì 11 luglio 2016

#DifendiGargano MAPPA INTERATTIVA

Per inviare contributi basta usare l'hastag #difendigargano su Facebook o Twitter




sabato 9 luglio 2016

La Favola dell'Energas - Episodio1:

Episodio 1: C'era una volta l'Isosar di Napoli



[Attivsmo civico] #ManfredoniaPulita mappa interattiva per denunciare lo sporco cittadino


CLICCARE SUL link qui sotto per visualizzare la mappa
http://manfredoniainmovimento.blogspot.it/p/manfredoniapulita.html

[Video 2015] Pesca incontro con europarlamentari Affronte e D'Amato del M5S

LA PESCA AL ROSSETTO E AL BIANCHETTO É VIETATA DA UN REGOLAMENTO EUROPEO, IL 1967/2006


Manfredonia 28 maggio 2015– ”Detto, fatto. Lo scorso venerdì 23 maggio durante il convegno L’Europa e la pesca nel Golfo di Manfredonia, organizzato dal Movimento 5 Stelle con ospiti i due eurodeputati Marco Affronte e Rosa D’Amato, è emersa la richiesta di informazioni dettagliate e precise sulle modalità e le licenze della pesca del rossetto (aphia minuta) per la Marineria di Manfredonia.


 A distanza di pochi giorni grazie al lavoro zelante e puntuale di Marco Affronte si può fare chiarezza:
1) la pesca al rossetto e al bianchetto é vietata da un regolamento europeo, il 1967/2006, tuttavia si puó peró derogare al divieto, in presenza di piani di gestione ben fatti e basati su solidi basi scientifiche. La regione Puglia non ha redatto questo piano di gestione oppure è stato rifiutato, ragion per cui il permesso della pesca del rossetto termina per quest’anno il 31 maggio 2015. La Puglia può dare colpa solo alla incompetenza dei membri della commissione caccia e pesca regionali. La pesca al rossetto é stata concessa quindi da febbraio fino al 31 maggio 2015 dal Ministero grazie ad un pretesto: la necessità di avere dati scientifici per fare (in futuro) un buon piano di gestione.
2) In Toscana e Liguria esistono dei piani di gestione redatti con tutti i crismi, motivo per cui continueranno ad avere il permesso di pescare il rossetto. Per la Calabria è in corso una interrogazione alla CE a cura dell’eurodeputata M5S Laura Ferrara.
In sintesi la regione Puglia è stata completamente negligente sulla pesca del rossetto, non fornendo nessun piano di gestione accettabile, motivo per cui il Ministero ha compensato questa mancanza con una concessione di tipo scientifico, che naturalmente è una tantum, non costante.
Ecco di seguito i componenti della IV Commissione Consigliare, fra i quali risulta vicepresidente il sipontino e candidato consigliere uscente Gatta. A lui chiediamo lumi.
PRESIDENTE Schiavone Orazio
VICE PRESIDENTI Gatta Giacomo Diego, Mennea Ruggiero
SEGRETARIO Greco Salvatore
COMMISSARI Bellomo Davide, Brigante Giovanni, Canonico Nicola, Cristella Giuseppe, Di Pumpo Giuseppe Giovanni Antonio, Disabato Angelo, Epifani Giovanni, Lonigro Giuseppe, Marmo Nicola, Mazzarano Michele, Monno Michele, Negro Salvatore,Pellegrino Donato, Scianaro Antonio
In allegato il testo del Ministero che concede per motivi scientifici la pesca del rossetto a 96 imbarcazioni della Marineria di Manfredonia
(comunicato stampa Luigi Starace, candidato consigliere regionale– Movimento 5 Stelle, 28 maggio 2015)

giovedì 7 luglio 2016

[Video Playlist] #Noenergas Q8 Ecomostro a Manfredonia


L'intera playlist sugli ultimi 2 anni di documentazione sull'Energas a Manfredonia sono raccolti in questa PLAYLIST

Vertici A.S.E: La partita sarà decisa ai rigori?

 Fuori un altro e avanti il prossimo, fino a scadenza! A Manfredonia è saltata l’ennesima poltrona, questa volta dell’ A.S.E., la municipalizzata della raccolta e smaltimento rifiuti, la “monnezza” per usare un termine vintage. La sostituzione ricorda il cambio di Conte a favore di Zaza ad un minuto dallo scadere dei tempi supplementari: investire di una grande responsabilità un nuovo player fresco fresco. Fuori De Feudis, dentro Carbone. Molto probabilmente la velocità nella scelta è da attribuire al nuovo assetto consiliare: il vecchio carro U.D.C. è riuscito a riemergere ritrovandosi al fianco del Primo Cittadino. Sembrerebbe quasi un’onda lunga di provenienza campana, da li Mastella è resuscitato, forse anche qui da noi Lazzaro rules. Il cambio di vertice dell’A.S.E. rimanda il pensiero all’assessorato all’ambiente, posto superhot a rischio d’ustione di terzo grado, ancora vacante e in delega al Primo Cittadino da mesi. La continuità manca proprio li dove servirebbe competenza maggiore rispetto alla media e programmazione di qualità. Non sono accettabili le parole del Primo Cittadino quando paventa una certa “ continuità aziendale” perchè vengono subito in mente i successi nella gestione dei rifiuti della zona turistica di Siponto, dell’area perimetrale al mercato settimanale, del degrado delle spiagge pulite da cittadini volenterosi, dei cittadini ignari di essere registrati mentre vengono consegnati loro i mastelli… Questa continuità imposta, calata dall’alto, senza un’apertura alla società civile, agli enti di ricerca, alle Università, non porterà mai a concretizzare una visione olistica del problema adottando un giusto metodo. Manfredonia non ha bisogno né di fiori nè di opere di bene. “Lagna stagna” dice l’economista Dipak Pant. La rinascita non può prescindere dal cambiare certi riti di nomina ormai in via di rottamazione culturale. Servono etica e merito, tecnicità, professionalità, propensione maggiore al confronto e non questo ripetersi di riti da prima Repubblica.
Noi crediamo nella buona volontà del nuovo amministratore e per questo suggeriamo Suggeriamo al dott. Carbone di innescare un vero cambiamento a partire dalla trasparenza. Per esempio l’A.S.E. potrebbe:
1) informare i cittadini di Manfredonia riguardo ai rifiuti conferiti dalla base Militare di Amendola e conseguenti costi e ricavi per il bilancio della città;
2) informare in maniera dettagliata circa i costi di logistica che il Comune affronta indifferentemente se la filiera dei rifiuti risulti chiusa o, come pensiamo, ancora aperta;
3) coinvolgere la comunità di Manfredonia sulle reali funzioni dell’impianto di selezione e quello FORSU, perché come lui stesso afferma “..portano risorse economiche all’azienda e, di riflesso, a tutta la città”;
4) spiegare come mai il completamento del piano di raccolta differenziata porta a porta sia ancora incompleto nonostante siano state sostenute spese cospicue di cui i cittadini faticano a comprenderne l’urgenza;
5) informare sull’avanzamento dei lavori dell’impianto di depurazione per la zona industriale, da portare a compimento;
6) informare sul piano di potenziamento del verde pubblico, per assicurare il degno decoro alla città.
La città attende delle risposte.
Nota stampa Manfredonia in Movimento


Il curioso caso di Benjamin ‘Energas’ Button


Benjamin Button è un personaggio letterario e cinematografico creato da Francis Scott Fitzgerald. Benjamin ha la particolarità di nascere novantenne e poi di ringiovanire man mano nel corso della vita mentre gli altri, come natura vuole, invecchiano. Energas si affaccia nel Golfo di Manfredonia nei lontani anni 1996/1998: si chiamava ancora Isosar, c’eraGaetano Prencipe sindaco, Manfredonia sperava di far decollare il porto industriale anche senza nastri d’oro e i pc funzionavano con i floppy disk. Il progetto del megadeposito era il medesimo, tecnicamente, di quello che ora si vuol far passare come il futuro lavorativo di tanti sipontini. Tuttavia Il progetto del megadeposito era un dinosauro nel concept già nel 1998, solo che gli studi internazionali prevedevano in Italia un ampio sviluppo nell’uso del gpl e il business di questa energia fossile sembrava molto appetibile. La prima autorizzazione ministeriale è un fax di una paginetta scritto con caratteri che ora sono scomparsi forse dalle librerie dei font tipografici: erano gli anni Novanta in fondo e c’erano a disposizione i miliardi di lire del Contratto D’Area. Serviva un luogo e dopo diverse ipotesi la soluzione venne dal Parco del Gargano che lo ritagliò dai suoi confini, riducendoli quel tanto basta per non dare dell’occhio agli ignari manfredoniani, ma non all’Europa, che infatti multò la Regione Puglia di circa 500.000 euro perché Santo Spiriticchio era stata già definita zona SIC e ZPS nell’ambito di Natura2000: importante per la flora e per fauna tipiche delle nostre zone.
E’ tutto passato: l’amministrazione Prencipe ha lasciato spazio al decennio di Campo e al primo mandato Riccardi (tutti figli del centrosinistra); la buona congiuntura economica del gpl è un grafico in rapida discesa; gli italiani non comprano molte auto a gpl anzi non comprano e basta; il porto industriale è bisognoso di un controllo e di una nuova protezione catodica (il gpl è molto “sensibile” alla energia statica, dicono i Vigili del Fuoco).
Sono rimaste due cose di quei tempi ormai remoti: dei permessi datati Isosar (con i quali Energas ha fatto leva nei ministeri e in regione Puglia e cercò di zittire l’intero consiglio comunale monotematico del 17 settembre 2015) e l’infrazione europea: secondo l’assessorato alla Pianificazione Territoriale della Regione Puglia istallare il megadeposito potrebbe aprire un nuovo procedimento disciplinare europeo perchè interferirebbe “con quanto attuato per risolvere la condanna inflitta allo Stato italiano dalla Corte di Giustizia Europea con Sentenza della Corte 20 settembre 2007”. La sanzione non è un condono di fatto. Non si può cioè essere condannati e continuare a fare quello che si era progettato. E’ uno stop categorico.
Il megadeposito sembra diventare sempre più “giovane” come progetto e “moderno” anche se ha quasi vent’anni. In termini di tecnologia e progettazione è come se oggi progettassimo le strade per carrozze e cavalli anziché per le automobili. Perché allora il lifting sta funzionando? La risposta è nelle parole di Karl Popper o di Karol Wojtyla sulla responsabilità sociale dei mezzi di comunicazione di massa, dal momento che spesso e volentieri la comunicazione delle informazioni da parte dei media (e aggiungiamo delle istituzioni) non è NEUTRALE. Quando occorre creare opinione e fidelizzare chi sta dall’altra parte purtroppo si sorvola sugli aspetti etici costitutivi del medium medesimo. L’informazione da parte di alcune istituzioni territoriali e di alcuni giornali a grande diffusione sul megadeposito sono a oggi ANCORA carenti e fuorvianti. Eppure un intero consiglio comunale è stato “vessato” legalmente affinché non discutesse la questione. Quale valore ha l’informazione senza par condicio? Intere colonne con il miraggio di un nuovo sviluppo economico senza contraddittorio. Inoltre ancor oggi molti rappresentanti delle istituzioni non si sono espressi anche se chiamati in causa personalmente. Diversi non avrebbero firmato la petizione ostativa Seveso III che da un anno è stata promossa da diverse realtà associative oltre che da alcune forze politiche.
Senza la trasparenza e la responsabilità sociale di chi dovrebbe informare e tutelare Manfredonia come si fa allora a dichiarare che il referendum sull’ Isosar/Energas-Q8 è un maturo frutto democratico? Il referendum è un mezzo potentissimo per scegliere e sarebbe anche vincolante stando alle normative Seveso II e Seveso III. Ma si può scegliere fra alternative che sono differenti ma ugualmente vantaggiose. Ancor oggi il vantaggio di installare un megadeposito, forse il più grande d’Europa, in una zona sismica e a rischio idrogeologico, con una base NATO vicinissima…sfugge. A parte dei dolci natalizi e la promessa velata di una Longobardia in serie A ai CITTADINI DI MANFREDONIA sfugge il vero motivo per cui questo deposito s’avrebbe da fare. Non può esserci un referendum se la scelta è fra lo diventare una bandierina sullo scacchiere internazionale della multinazionale del petrolio Q8 (con tutti i rischi che il gpl porta) oppure difendere il diritto alla salute e allo sviluppo sostenibile che una mala politica ha fin ora NEGATO al Gargano.
E’ molto facile far sembrare oro una proposta vecchia di vent’anni e che già nacque vecchia per i tempi quando non si è mai pensato a sviluppare il territorio. Energas sarebbe la quinta stella nera industriale dopo Anic, Porto Alti Fondali, Contratto D’Area e Manfredonia Vetro. A noi attivisti di Manfredonia in Movimento le stelle piacciono lucenti come il sole, non picee e obscure come la notte in cui tutte le vacche possono sembrare buone.

#ManfredoniaPulita&Civile MAPPA INTERATTIVA

futuro?

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LE CINQUE STELLE NERE DELL'INDUSTRIA A MANFREDONIA

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Energas: qualche piccolo problema...

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NO alla riforma del SENATO

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